Fico e Campanile firmano il documento, ma Granato tace e Cirielli temporeggia a pochi giorni dal voto
In vista delle elezioni regionali in Campania, le associazioni LGBTQIA+ della regione hanno proposto una piattaforma politica per rilanciare e consolidare i diritti civili e le tutele per la comunità. Questa iniziativa, che in passato aveva raccolto l’adesione unanime di tutti i candidati alla presidenza, oggi segna un cambio di passo significativo con alcune importanti defezioni e silenzi.
Il documento programmatico, che raccoglie richieste concrete per la difesa e l’ampliamento delle tutele contro discriminazioni basate su orientamento sessuale e identità di genere, ha ottenuto la firma di Roberto Fico, candidato del centrosinistra, e di Nicola Campanile, esponente della lista PER con forte vocazione cattolica. Al contrario, Giuliano Granato, sostenuto da forze di sinistra come Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, ha scelto di non rispondere alle associazioni e non ha sottoscritto la piattaforma. Edmondo Cirielli, del centrodestra, ha incontrato i delegati LGBTQIA+ e si è detto disponibile a contrastare le discriminazioni, ma a pochi giorni dal voto non ha ancora firmato.
Un impegno che cambia rispetto al passato
Nel 2015 e nel 2020, la piattaforma era stata sottoscritta da tutti i candidati, compreso l’allora esponente del centrodestra Stefano Caldoro. Quegli impegni condivisi portarono a importanti risultati per la Campania, tra cui l’approvazione della legge regionale anti-omolesbobitransfobia nel 2020, la creazione dell’Osservatorio LGBTQIA+ regionale nel 2024 e l’avvio di finanziamenti per centri antidiscriminazione e case rifugio arcobaleno nel 2025, con l’obiettivo di pareggiare entro il 2026 il numero di strutture presenti nel Nord Italia.
Le richieste della nuova piattaforma
Le associazioni chiedono ora di mantenere saldi i punti della legge regionale del 2020, di inserire nello Statuto regionale il contrasto a ogni forma di discriminazione, di istituire un tavolo permanente sulla medicina di genere e di rafforzare i percorsi di prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST). Inoltre, vogliono promuovere iniziative nelle scuole e sostenere la genitorialità anche nelle famiglie omoaffettive.
Un quadro politico frammentato
La firma di Campanile, legato a un movimento cattolico, e di Fico segnala aperture inaspettate, mentre il silenzio di Granato e delle forze di sinistra che lo sostengono evidenzia una distanza dai temi LGBTQIA+. La posizione interlocutoria di Cirielli rappresenta una novità rispetto al passato, ma lascia aperti dubbi sul suo effettivo impegno.
La piattaforma è stata proposta da un ampio cartello di associazioni campane tra cui Antinoo Arcigay Napoli, Associazione Trans Napoli, Pride Vesuvio, Famiglie Arcobaleno e Coordinamento Campania Rainbow.
La comunità LGBTQIA+ campana si trova dunque a un bivio in questa tornata elettorale: da un lato la possibilità di consolidare e far avanzare i diritti civili, dall’altro il rischio di un arretramento in assenza di un impegno politico condiviso e trasversale. Il silenzio e le incertezze di alcune forze politiche mostrano quanto sia ancora necessario un lavoro costante di sensibilizzazione e pressione per garantire pari dignità e rispetto a tutte e tutti.
La piattaforma per i diritti civili in Campania è un segnale forte che la comunità LGBTQIA+ non intende arretrare, ma la sua efficacia dipenderà anche dalla responsabilità dei candidati e della politica tutta. In un contesto politico frammentato, il dialogo e la coesione diventano fondamentali per evitare che conquiste faticosamente raggiunte vengano messe a rischio.
In un momento storico in cui i diritti LGBTQIA+ sono sotto attacco in molte parti del mondo, l’esperienza campana ci ricorda che la rappresentanza e la partecipazione attiva sono strumenti indispensabili per trasformare la visibilità in azioni concrete. Per la nostra comunità, ogni firma, ogni parola di impegno politico è un passo verso una società più inclusiva e rispettosa di tutte le identità.
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